CASENTINO E NATURA

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CASENTINO E NATURA

La storia di questo territorio comincia in età antica, con i primi insediamenti Etruschi i quali trovarono nel "Lago degli Idoli"[3] il più importante sito archeologico dell'Appennino Tosco Romagnolo, ai piedi del Falterona, un luogo dove venerare le proprie divinità. Le Foreste Casentinesi sono un territorio ben noto fin dal Medioevo quando le popolazioni Toscane utilizzavano il prezioso legname proveniente da questi boschi per varie opere, in particolare l'Opera del Duomo di Firenze, un ente laico che gestiva queste Foreste, utilizzò questo legname per la costruzione di vari edifici tra cui la Cupola del Brunelleschi[4] mentre il Granducato di Toscana impiegò gli enormi abeti per costruire gli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno. Particolarmente importante per questi luoghi e la conservazione delle Foreste, sono stati gli insediamenti monastici di San Romualdo a Camaldoli fin dal 1012 e di San Francesco d'Assisi a La Verna nel 1213. Seppure oggi l'antropizzazione sia piuttosto limitata, già dal Cinquecento si registrano alcuni piccoli insediamenti che nei secoli hanno determinato sensibili modifiche nell'assetto del paesaggio. Tra la metà del Cinquecento e la metà del Settecento ci fu una forte contrazione demografica, dovuta principalmente a pestilenze, guerre e carestie, cui seguì una costante ripresa che raggiunse nella seconda metà dell'Ottocento i più alti valori di densità demografica mai registrati e mai più ripresi. All'inizio del secolo scorso l'Appennino era ancora fortemente abitato e l'attività dell'uomo qualificava quasi ovunque il paesaggio montano. Fatta eccezione per pochi lembi di foresta collocati in posizioni difficili, l'agricoltura, la pastorizia e la selvicoltura caratterizzavano, con sensibili distinzioni, gli ambienti della Romagna, del Casentino e del Mugello. I primi decenni del novecento furono anche caratterizzati dal fenomeno dei rimboschimenti dello Stato. La fine dell'ultimo conflitto mondiale ha comportato un fenomeno di migrazione di massa: dal 1950 al 1970 le campagne della montagna si spopolarono quasi completamen

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